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Il
monumento, che ancora oggi si erge maestoso e pieno di fascino per
la sua storia, fatta di leggenda e di un pò di mistero,
costituisce un unicum per la sua architettura che trova riscontro
nelle urne cinerarie etrusche di Volterra.
Sull'alto
basamento quadrangolare, realizzato come tutto il monumento in
grossi parallelepipedi di peperino, si ergevano quattro tronchi di
cono sugli angoli e forse un quinto, più alto, su di una base
centrale a tamburo.
Il
mausoleo fu edificato in età repubblicana, nella prima metà del
I sec. a.C. e quindi non può essere riferito ai mitici fratelli
Orazi e Curiazi. Alcuni studiosi recentemente ritengono che questo
mausoleo costituisca una erudita ricostruzione della tomba di
Arunte da parte dell'antica famiglia Arruntia che qui vicino aveva
i suoi possedimenti.
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