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La
città e il suo territorio, ove sorsero nel tardo antico i
villaggi agricoli attorno a chiese plebane, subirono spesso
numerosi saccheggi e guerre.
Nel
medioevo la città fu protetta da una cinta muraria e
successivamente nel 774 fu donata da Carlo Magno al Papato , al
quale nel 946 subentrò la signoria dei principi Savelli che
eressero un castello sul monte omonimo e un palazzo-castello
proprio nel centro della città. Tra il XVI e il XVII secolo si
registrò un nuovo sviluppo urbanistico che portò all'ampliamento
della città, alla costruzione di nuove piazze, strade e chiose e
soprattutto a numerosi palazzi patrizi e che diede l'impronta
all'assetto urbanistico del centro storico odierno, di cui il
quartiere di S. Paolo è uno splendido esempio di architettura
barocca.
Con
l'acquisto da parte della Camera Apostolica dei possedimenti dei
Savelli, Albano seguì la storia della altre città laziali nello
Stato Pontificio, divenendo subito capoluogo di Comarca sino
all'indipendenza d'Italia.
Numerosissimi
viaggiatori, letterati, pittori, scultori, diplomatici, pellegrini
e turisti visitarono, nello spirito del Gran Tour, l'antichissima
città di Albano ove il luminoso paesaggio fatto di boschi, si
arricchiva mirabilmente di notevoli vestigia archeologiche. Ancora
oggi si può rimanere piacevolmente sorpresi e attratti da
un mirabile intreccio fatto di storia, archeologia ed arte.
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